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Influencer Marketing: tutto ciò che c'è da sapere

Published on 7/28/2016
Influencer Marketing: tutto ciò che c'è da sapere

L’influencer marketing è una moda? 
Beh potrebbe essere, ma contrariamente a quello che si pensa, è anche una grande opportunità soprattutto per le piccole e medie imprese.
Ti spiegherò esattamente di cosa si tratta e, cosa più importante, ti farò vedere come riconoscere gli influencer e integrarli all'interno della tua strategia di marketing digitale.

Alla fine ti svelerò anche un trucco per poter sfruttare gli influencer a tuo vantaggio gratuitamente.

C’erano una volta i testimonial

Poco fa ho affermato che l’influencer marketing è un’opportunità per le piccole imprese, perché?
Abbinare un volto noto ad un prodotto è una pratica molto diffusa nel marketing, il problema è che se non rappresenti una multinazionale con enormi budget pubblicitari, difficilmente potrai avere Antonio Banderas che mangia i tuoi biscotti “inzupposi”.

Poi è arrivato Internet e quello che una volta era un monologo, cioè l’azienda parla e i consumatori ascoltano, ora è diventato una conversazione: chiunque può parlare di un prodotto, lo poteva fare anche prima, ma ora potrebbero esserci migliaia di persone che lo ascoltano. 
Per un puro caso o per una studiata strategia di personal branding, Internet si è popolato di personaggi che hanno migliaia se non milioni di seguaci. La cosa interessante è che non sono dei personaggi pubblici, anzi esattamente il contrario, più sono dei Pinco Pallino qualsiasi, più la loro opinione è ritenuta “autentica”.

Questi sono i cosiddetti influencer, cioè persone che quando consigliano un prodotto attraverso i loro profili social network, inevitabilmente vengono ascoltate da un pubblico enorme.

Perché è un’opportunità per le piccole e medie imprese?
Sostanzialmente per due motivi, il primo è ovvio: pagare un influencer perché parli bene del tuo prodotto costa molto meno di Banderas. Ma è il secondo motivo quello che dà il vero valore aggiunto. 
Curioso? Vediamo qual è.

La targetizzazione del messaggio pubblicitario

Quando Banderas osanna i Biscottoni del Mulino Bianco è ovvio che di mestiere non fa il mugnaio, fa l’attore, lo sanno tutti.
Quando consiglia di mangiare una brioche lo fa perché viene pagato, sta recitando, probabilmente non ha mai mangiato una brioche del Mulino Bianco in vita sua. 
Il suo messaggio raggiunge solo persone interessate all'argomento pasticceria industriale? No di certo, lo spot pubblicitario raggiunge indistintamente moltissime categorie di telespettatori, solo un piccolo sottoinsieme di essi è realmente interessato all'argomento.

Al contrario gli influencer sono seguiti da un pubblico molto targetizzato, quindi un influencer è in grado di veicolare un messaggio promozionale che viene ascoltato da milioni di persone realmente coinvolte. Quando un influencer che scrive di moda (un cosiddetto fashion blogger) apprezza pubblicamente su Facebook la manifattura di una borsetta, il suo enorme pubblico lo ascolta e gli crede.

Chi sono questi influencer?
Perché dovrebbero parlare bene del mio brand?
Cosa posso fare per incoraggiarli a parlare del mio prodotto?

Te lo spiego subito, prima però dobbiamo distinguerli in tre categorie.

Il Brand Ambassador

Il brand ambassador è un amante del tuo brand, è una persona che conosce già benissimo il tuo prodotto e lo adora. Non c’è nessun bisogno di convincerlo è già straconvinto al punto che parla sempre in maniera entusiastica del tuo brand. 
Il problema è che il suo pubblico è molto ridotto, infatti evangelizza solo parenti e amici stretti.

Non serve a niente dunque?

Ha moltissime potenzialità invece: innanzitutto quando commenta i tuoi post sui social media è in grado di comunicare un entusiasmo genuino; inoltre i suoi feedback sono importantissimi, se deludi un brand ambassador non hai nessuna possibilità di piacere agli altri.

Come posso coinvolgerlo maggiormente?

Per coinvolgerlo devi comprenderlo: il brand ambassador si rende conto che il suo impatto sociale è minimo, gli piacerebbe invece che la sua voce fosse ascoltata da un pubblico maggiore. Se gli dai questa possibilità lo farà senza esitazioni e te ne sarà pure grato!

Come lo incentivo?

Il brand ambassador non vuole soldi, desidera però che tu gli riconosca il suo ruolo, in poche parole che tu lo tratti da VIP. Chiedigli feedback sui tuoi prodotti facendo capire che ci tieni alla sua opinione. Se organizzi un evento, un'inaugurazione o un open day, invitalo riservandogli un trattamento esclusivo. Ogni tanto magari premialo con qualche piccolo omaggio.

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Il Brand Advocate

La migliore definizione che potrei dare per brand advocate è cliente soddisfatto.
Conosce abbastanza il tuo brand e lo associa mentalmente ad un’esperienza positiva.
Il suo pubblico è più vasto di quello del brand ambassador, stiamo parlando di amici, conoscenti, colleghi di lavoro, ecc.

Qual è la sua utilità?

Probabilmente è una delle figure più importanti nel social media marketing, è colui che scatena il passaparola digitale
Da una recente indagine di mercato si è visto che il 90% degli internauti prima di fare un acquisto si affida ai consigli dei conoscenti. Non ho bisogno di dimostrartelo, pensa solo a come è cambiato negli ultimi anni il tuo approccio agli hotel. Una volta ti recavi in un’agenzia viaggi, poi con l’arrivo di Internet hai scoperto che potevi risparmiare prenotando direttamente sul sito web dell’hotel. Oggi, con l’avvento dei social media, innanzitutto vai su Trip Advisor per leggere le recensioni e poi la prenotazione probabilmente la fai su Booking, il sito dell’hotel non lo vedi nemmeno.

Cosa significa questo?
Significa che se gestisci un hotel è molto più importante quello che si dice di te sui social media, piuttosto che avere un bel sito web che non legge nessuno.

Come coinvolgo il brand advocate?

Anche in questo caso bisogna prima capire quali siano gli obiettivi del brand advocate.
Il suo desiderio è molto umano, si rende conto che la sua è solo una voce nel coro, il suo desiderio è quello di emergere.

Come lo incentivo?

Come nel caso del brand ambassador il denaro non serve, meglio fargli degli sconti o dargli degli omaggi.
Se stiamo parlando di un blogger con un certo seguito, potrebbe essere interessante dargli in anteprima un prodotto affinché ne scriva una recensione. Questa sarebbe proprio la sua funzione primaria.

Il Brand Influencer

Siamo arrivati all'influencer vero e proprio, ovvero ad una “celebrità” della sua nicchia.
Vediamo di capirlo e poi alla fine ti insegno anche un trucco per sfruttarlo gratuitamente a tuo vantaggio.

Il pubblico dell'influencer non è limitato a parenti e amici, stiamo parlando di centinaia di migliaia (se non milioni) di seguaci, veri e propri fan.
La conoscenza del tuo brand è minima, forse non lo ha nemmeno mai visto.

Ma è credibile una figura simile quando parla del mio prodotto?

La credibilità di un influencer potrebbe sembrare paragonabile a quella di qualsiasi star hollywoodiana che parli del tuo prodotto, cioè prossima allo zero.
In realtà la sua forza, come sottolineato precedentemente, è che si rivolge alla tua stessa nicchia di mercato, dunque è perfetto per la brand awareness, cioè per farti conoscere.

Quali sono gli obiettivi di un influencer?

Gli influencer hanno fatto della loro fama la loro fonte di guadagno, spesso lavorano con l’affiliate marketing e ottengono una provvigione quando i loro fan cliccano sugli annunci pubblicitari presenti nel blog. Nel campo della moda spesso si fanno pagare solo per indossare un abito, farsi un selfie e mettere la foto su Instagram. Il loro obiettivo è dunque quello di aumentare sempre più il proprio pubblico.

Perché un influencer dovrebbe parlare del mio brand?

A meno che tu non rappresenti un brand che potrebbe portare molto lustro (e dunque pubblico) all'influencer, è molto probabile che tu debba aprire il portafoglio.

Ti ricordi che all'inizio dell’articolo ti avevo promesso di spiegarti un modo (gratuito) di sfruttare la popolarità di un influencer? Bene ora te lo spiego.
I profili degli influencer sui social media sono praticamente una banca dati di prospect per la tua nicchia.
Ti lascio qualche secondo per riflettere sull'ultima frase…

Pensaci un attimo, se ti occupi ad esempio di macchinari industriali, come fai a trovare sui social media tutte le persone che potrebbero essere interessate ai tuoi prodotti?
Semplice, ti basta trovare un influencer e poi vedere chi sono tutti quelli che lo seguono.

Come puoi sfruttare questa cosa?
In innumerevoli maniere, è inutile elencarle qui perché rischierei di andare fuori tema: giusto per fare un esempio potresti seguire tutti i profili Twitter dei fan dell'influencer, nella speranza che la maggior parte di essi ricambino seguendo te. 
Non serve fare tutto a mano, esistono strumenti che eseguono il compito automaticamente. Casomai se sei interessato scrivimi nei commenti che ti spiego come fare.

Concludendo, stiamo parlando di marchette!?

In effetti l’influencer marketing introduce un problema etico: è corretto che un esperto parli bene di un prodotto su commissione? Sarebbe giusto se uno chef famoso parlasse bene di un biscotto dietro compenso?

La risposta dal mio punto di vista è semplice.
Se lo fa all'interno di un spot pubblicitario non c’è nessun problema, poiché è evidente che viene pagato per farlo.
Se lo fa invece in un’intervista o in un talk show allora non è corretto.
Lo stesso dovrebbe essere per la comunicazione sul web: se parli bene di un brand dietro compenso, allora questa cosa dovrebbe essere esplicita, come fa ad esempio Google che indica nei risultati del motore di ricerca quali sono gli annunci a pagamento.
Il problema è che la forza persuasiva dell'influencer sta proprio nel fatto che sembra autentica.
Lascio a te dipanare la questione etica, però mi piacerebbe sapere come la pensi, se hai voglia lasciami pure un commento qui sotto.

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