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Bitcoin e le criptovalute spiegati a mia nonna

Published on 2/26/2018
Categories: Digital Strategies
Bitcoin e le criptovalute spiegati a mia nonna

In questo periodo si parla molto di Bitcoin e di criptovalute, giornali e programmi televisivi si alternano nel dare notizie prima entusiastiche e poi allarmistiche. Era solo questione di tempo prima che uno come me, se non altro per le sue conoscenze informatiche, fosse incuriosito dall'argomento.

Purtroppo trovare qualche fonte che spieghi chiaramente cos’è una criptovaluta è veramente difficile. Mi sono sorbito ad esempio 2 ore di Report, il famoso programma giornalistico della RAI, per sentirmi ripetere in tutte le salse solo l'ovvio.
Ci ho provato allora con Banking on Bitcoin su Netflix, ma alla fine la maggior parte del documentario era su chi si nasconde dietro allo pseudonimo dell’inventore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto. Ma cosa me ne frega!?

Come funziona Bitcoin?
Se li volessi, dove li prendo?
Si possono convertire euro in bitcoin e viceversa?
Una volta che ho dei bitcoin dove li metto? In banca?

Facciamo così: visto che ci ho perso un po' di tempo, ve lo spiego io senza divagare in chiacchiere inutili e ve lo spiego come se dovessi insegnarlo a mia nonna. Se arriverete alla fine dell’articolo vi garantisco ne saprete più di molti che si spacciano per “esperti”.

Perché le chiamano “monete virtuali”?

Semplicemente perché le criptovalute non hanno un corrispondente fisico, non troverai mai la versione metallica o cartacea di un bitcoin. A dire il vero volendo potresti avere una versione cartacea dei tuoi bitcoin, ma questo te lo spiego dopo, è un caso particolare.

Non penso che il concetto di “moneta virtuale” sia così difficile da digerire, alla fine se ci pensi sei già avvezzo a questa modalità di fruizione: a meno che il tuo stipendio non lo conservi in mazzette di banconote dentro al materasso, di fatto ne vedi ben poco fisicamente. La maggior parte del tuo denaro sono numeri che movimenti con l’Home Banking, pagamenti con il Bancomat al supermercato o acquisti online con carte di credito. Più il tempo passa e più i nostri portafogli necessitano di meno contante per fare acquisti.

Veniamo al sodo: cos’è Bitcoin?

Tutto si basa sul concetto che andrò a spiegarti ora, se capisci questo allora hai capito tutto quello che ti serve.

Possedere bitcoin significa possedere varie coppie di chiavi pubbliche/private.
Una chiave non è altro che una “parola”, una lunga sequenza di caratteri senza senso, chiamala stringa, password, parola segreta, chiamala come ti pare.
Il concetto è che ne possiedi sempre una coppia, una detta chiave privata e l’altra detta chiave pubblica.

La chiave privata è quella che deve essere mantenuta segreta, perché chi la conosce può accedere al denaro. Pensa ad essa come alla password per accedere al tuo conto in banca.
La chiave pubblica (cioè quella non segreta) è l'indirizzo a cui farsi versare il denaro, pensa ad essa come al tuo IBAN. Se vuoi ricevere denaro da qualcuno devi per forza comunicarla.

Tanto fare un esempio, questo di seguito è l’aspetto di una chiave privata.

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E questa è una chiave pubblica

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Però come ti dicevo all'inizio, se entri in questo gioco allora arriverai a possedere molte coppie di chiavi pubbliche/private.

Ecco questa cosa non l’ho capita, perché non mi basta una sola coppia?

Perché la grande differenza rispetto ad un IBAN è che chiunque conosca la tua chiave pubblica, oltre a versarti denaro può anche conoscere quanto ne hai (è come se chiunque potesse leggere il saldo del tuo conto corrente).
Per questo, per ragioni di privacy, per ogni transazione utilizzerai nuove chiavi, praticamente è come se aprissi un nuovo conto in banca ogni volta che devi ricevere del denaro da qualcuno. Questo lo faresti anche nel mondo reale se chiunque conoscendo il tuo IBAN potesse conoscere il saldo del conto. La differenza è che aprire un conto in banca costa tempo e denaro, mentre farsi dare una nuova coppia di chiavi pubbliche/private è questione di secondi ed è gratis.

Lo ripeto un’altra volta: le tue chiavi pubbliche non sono legate in nessun modo tra di loro (banalmente non sono numeri consecutivi), dunque chi ne conosce una non può risalire alle altre e quindi non può sapere quanto denaro possiedi in totale.

Scusa, ma spesso parli di criptovalute al plurale. Non esiste solo Bitcoin?

No, la moda delle criptovalute è esplosa, ne nascono in continuazione, al momento che scrivo ce ne sono 1384.

Parlando delle più importanti, Bitcoin ovviamente è la prima e quindi la più famosa.
Esistono alcune varianti (chiamate fork in termine tecnico) nate per sopperire ai “difetti” dell’originale. Litecoin ad esempio è una che va per la maggiore al momento, ma anche Bitcoin Cash sembra avere un certo seguito.
Facendo un salto in Russia, la criptovaluta Ethereum è quella sta avendo la crescita più costante in questo periodo.
Ripple è invece la criptovaluta più amata dalle banche, la tecnologia su cui si basa è nata infatti per trasferire valuta velocemente. Al momento in cui scrivo è usata da società come UniCredit, UBS e Santander.

Quelle che ti ho citato sono probabilmente quelle su cui dovresti puntare se vuoi investire qualcosa (qui lo dico e qui lo nego).

Torniamo un attimo alle chiacchiere, qual è il vantaggio delle criptovalute?

  • Il valore di una criptovaluta è dato dal mercato, più la gente la desidera e la compra, più essa aumenta di valore.
  • Le criptovalute non sono legate al valore di qualcosa di materiale, come l’oro ad esempio: se il valore dell’oro o del petrolio cala, la criptovaluta se ne frega.
  • Le criptovalute non sono emesse da una nazione: se l’Argentina svaluta la sua moneta, la criptovaluta se ne frega; se la Grecia fallisce, la criptovaluta se ne frega altrettanto.
  • Le criptovalute non sono gestite dalle banche (è per questo che le amano e le odiano allo stesso tempo): se la Banca Popolare di Vicenza fallisce, le vostre criptovalute sono comunque al sicuro.
  • Le criptovalute non possono svalutarsi perché il Ministro del Tesoro di turno decide di immetterne un maggior numero nel mercato: la quantità di criptovaluta esistente al mondo è fissa e non può essere né aumentata né diminuita.
  • I conti correnti, gli estratti conto e le transazioni non sono gestiti dalla banca. Nessuno può bloccarti il conto e nessuno può sapere quanto denaro possiedi. Le informazioni non si trovano in un fantomatico centro di elaborazione dati gestito da qualcuno, ma sono distribuite in rete, sono nella blockchain.

Cosa diavolo è sta blockchain?

La blockchain è l'infrastruttura informatica che gestisce e mantiene tutte le informazioni.

La grande differenza rispetto ad una banca è che le informazioni non sono centralizzate su server di proprietà, ma sono distribuite tra tutti i computer che decidono di partecipare alla blockchain ed "aiutarla" a fare calcoli.

Anche il tuo computer se vuoi.

Un'altra differenza è che ogni criptovaluta ha la sua blockchain indipendente: è come se tu dovessi aprirti un conto in banche diverse per gestire valute diverse (è quasi così anche nel mondo reale).

Perché mai dovrei far partecipare il mio PC alla blockchain?

I miner (minatori) sono appunto coloro che mettono a disposizione un computer per conservare ed elaborare le informazioni della blockchain.

Lo fanno semplicemente perché per ogni transazione a cui partecipano ricevono in cambio criptovaluta. Praticamente se non vuoi usare i tuoi euro per comprare criptovalute, l'altra maniera di ottenerle è di guadagnartele partecipando alla blockchain (facendo cioè il minatore).

Ah ecco, siamo arrivati al punto! Come posso ottenere criptovalute?

Ci sono sostanzialmente quattro maniere.

Fai il minatore

Una te l’ho detta un attimo fa: compri un PC bello potente e lo tieni sempre acceso a casa tua facendolo partecipare alla blockchain. Verrai pagato per ogni transazione a cui il tuo PC ha contribuito con i calcoli. Non pensare che così diventerai ricco però!

Comprali da un amico che ce li ha

Se conosci qualcuno che possiede già dei bitcoin (o altre criptovalute), puoi compragliene un po’: gli dai una tua chiave pubblica e in cambio di euro ti fai versare dei bitcoin.
Esistono anche dei siti come LocalBitcoins fatti per mettere in contatto venditori e acquirenti. Stai molto attento quando fai ste cose, non scambiare criptovalute online con uno sconosciuto, piuttosto incontratevi in un bar e scambiatevi euro e bitcoin di persona.
È come quando vendi qualcosa via eBay: spediresti il pacco a tue spese ad un anonimo acquirente dall'altra parte del mondo senza farti pagare prima? Lo stesso potresti dirlo se tu fossi l’acquirente: pagheresti in anticipo per qualcosa che ti dovrà essere inviato da un venditore sconosciuto?

Affidati ad un sito di exchange

Questa è la maniera che uso io, cioè mi appoggio ad un sito web intermediario (una specie di broker) che in cambio di una commissione mi garantisce la transazione. Io uso Kraken, ma ne esistono tanti altri, ad esempio Bitstamp, Coinbase o l’italiana The Rock Trading.
Ovviamente in questi siti puoi fare anche il viceversa, cioè trasformare bitcoin in euro.

Vai al Bancomat

Sono sempre più diffusi anche in Italia i Bancomat di bitcoin, sportelli automatici dove tu inserisci euro in banconote e loro ti versano bitcoin sulla tua chiave pubblica (o ti generano al momento una coppia di chiavi pubblica/privata).
Per quello che ho potuto vedere le commissioni dei bancomat sono molto più alte di quelle dei siti di exchange.

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Siamo al nocciolo della questione: dove le conservo le criptovalute?

I bitcoin non sono niente di fisico, non si tengono nel portafoglio, non sono né monete né banconote. Ma attenzione, perché questo è un errore che fanno in molti, non sono nemmeno dei dati che tu conservi sul tuo computer: i tuoi bitcoin sono nella blockchain, in questa immensa banca dati distribuita su milioni di computer.
Tu hai solo tutta una serie di chiavi pubbliche/private da “ricordarti”.
Con queste chiavi, da qualsiasi parte del mondo ti dovessi venire a trovare, potrai ricevere o versare denaro. Cioè non ti devi portare dietro il tuo computer o il tuo smartphone per usare i tuoi bitcoin. Casomai il tuo computer o il tuo smartphone li usi per salvare le suddette chiavi pubbliche/private.

Tutto sta quindi a come “ricordarsi” tutte le chiavi pubbliche/private.
Se le “dimentichi” non esiste nessun cassiere di banca da cui andare a chiedere aiuto, avrai perso tutto il tuo denaro per sempre!

Ci sono varie maniere per conservare le chiavi.

Usare la memoria

Questa cosa, a meno che non ti chiami Pico della Mirandola, è impossibile.

A parte il fatto che ste chiavi si moltiplicano (come dicevamo ne usi un paio di nuove ad ogni transazione), ma anche memorizzarne una sola sarebbe sovraumano.

Scriversele su un pezzo di carta

Questa è ritenuta una maniera sicura, a patto di non tenersi il pezzo di carta in tasca: se dovessi perderlo, chiunque lo trovasse avrebbe accesso al tuo denaro. Inoltre se tu perdessi l’unica copia, anche se nessuno ti fregasse i soldi, tu comunque non avresti nessun modo di recuperarli.

Perciò se i tuoi bitcoin non ti servono subito e sono solo una forma di investimento, scriviti le chiavi su pezzo di carta e metti tutto in una cassetta di sicurezza.

Quando dico “scrivere” in realtà non è che devi usare la penna, esistono programmini (ad esempio Bitaddress) che ti realizzano in un batter d’occhio una versione con codici a barre che in futuro potrai scansionare con il tuo smartphone.

Usare un portafoglio online

Questa è la maniera più facile e per i più pigri.

Alcuni broker, Coinbase ad esempio, oltre che permetterti di fare compravendita di criptovalute, possono conservare le tue chiavi online, protette da una sola password, l’unica che ti dovrai ricordare (o scrivere).

Il problema è che io personalmente non mi fido.
Le mie chiavi private voglio essere l’unica persona al mondo a conoscerle.
Non dico che siano disonesti, ma Coinbase può fallire, il sito web può rompersi o i loro server possono essere compromessi da hacker.

Io te lo sconsiglio, poi ci sono migliaia di utenti che usano Coinbase come portafoglio, vedi tu…

Installare un portafoglio sul PC o sullo smartphone

Questa è la maniera che uso io.
Esistono dei programmi (detti wallet) che non solo memorizzano e gestiscono le tue chiavi, ma li usi anche per inviare o ricevere denaro.
Ne esistono parecchi, per PC, per Mac e anche per smartphone.

Li possiamo dividere sostanzialmente in 3 categorie:

  1. Wallet ufficiali: ogni criptovaluta ha il suo programma wallet ufficiale con cui puoi movimentare il denaro. Il vantaggio è che vai sul sicuro, nessuno ti fregherà niente. Lo svantaggio è che di solito questi programmi scaricano tutta la blockchain sul tuo computer, parliamo di tanta roba. Se poi ti serve un wallet diverso per ogni criptovaluta, fanno presto a riempirti il disco fisso.
    Bitcoin Core è ad esempio il wallet ufficiale di Bitcoin.
  2. Wallet open source: sono programmi creati dalla comunità e il cui codice sorgente è aperto, dunque sono reputati sicuri. Il grande vantaggio che hanno è che molti di essi non scaricano la blockchain sul computer e dunque sono molto più “leggeri”. Lo svantaggio al momento è che comunque te ne serve uno per ogni criptovaluta. Io ad esempio uso Electrum per i bitcoin, Electrum-LTC per i litecoin, Electron Cash per i bitcoin cash e Toast Wallet per Ripple.
  3. Wallet di terze parti: sono programmi creati da software house il cui codice sorgente non è pubblico. Il vantaggio è che di solito sono multi-valuta, cioè te ne basta uno (ad esempio Jaxx o Exodus) per gestire tutte le tue criptovalute. Lo svantaggio ovviamente è che devi fidarti, il programmatore potrebbe aver inserito un codice che ti ruba le chiavi private.

Ti devo però avvertire sull’uso di tutte queste tre categorie di wallet, il tuo computer deve essere a prova di bomba e di hacker.

  • Sia il computer che il wallet devono essere protetti da una password sicura (la propria data di nascita non lo è): in questa maniera se ti entra un ladro in casa e ti frega il computer, non riuscirà comunque ad ottenere le tue chiavi pubbliche/private.
  • Se il computer è connesso a Internet allora deve avere antivirus e anti malware aggiornati: questo servirà a bloccare gli hacker che dovessero tentare di entrare nel tuo PC.
  • Devi avere un backup: se il computer si rompe e perdi tutti i dati, devi poterli recuperare da una copia.
  • Il backup deve essere conservato lontano dal PC: se un incendio ti brucia la casa, non deve andare perduto anche il backup. Oggi con il discorso del cloud questa cosa non è un problema.
    Se per caso non sai cos’è il cloud, ho qualcosa per te: Il Cloud per le aziende spiegato a mia nonna.

Comprarsi un portafoglio hardware

Questa è ritenuta vox populi la maniera più sicura di conservare le criptovalute.

In poche parole si tratta di speciali chiavette USB:

  • Con una chiavetta sola gestisci tutte le criptovalute.
  • Non è connessa ad Internet dunque gli hacker non possono avere accesso.
  • Se la conservi in una cassetta di sicurezza, non possono nemmeno rubartela.
  • È comunque cifrata e protetta da una password, dunque anche se dovessero rubartela non se ne farebbero niente.
  • Niente ti vieta di fare anche un backup nel caso andasse smarrita.

TI metto i link ad Amazon delle 3 più famose: Ledger Nano S, KeepKey e Trezor.

Wallet hardware

Secondo te, quanto dovrei investire in criptovalute?

Sono un informatico, non un esperto di finanza, perciò guardati bene dai miei consigli.

Personalmente credo che se possiedi già degli investimenti “tradizionali” (azioni, fondi, BOT, ecc.), allora potresti investire l’1% in criptovalute e poi dimenticartene per qualche anno. Nella peggiore delle ipotesi avrai perso l’1% dei tuoi investimenti, dunque una cifra che non ti procurerà di certo pianti a dirotto. Nella migliore delle ipotesi potresti guadagnarci parecchio: in 8 mesi il valore del Bitcoin è aumentato più del 1900% (non mi è scappato uno zero per sbaglio)!

Bene ho finito!
Mia nonna mi ha detto di aver capito.
Spero che anche voi abbiate ora un quadro tecnico più completo che vada oltre la fuffa degli articoli di giornale. Per carità, ne avrei ancora di consigli tecnici da darvi e chicche da snocciolare, casomai fatemi sapere qui sotto nei commenti.
Magari butto giù un secondo articolo per nonne advanced.

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